Il by-catch

Overfishing e By-catch

La maggior parte dei problemi associati al fenomeno di sovra sfruttamento (overfishing) di una risorsa ittica, è stata causata negli ultimi 50 anni dal rapido evolversi tecnologico di attrezzi da pesca e pescherecci: esistono casi in cui si è passati da una flotta di pescherecci di tipo artigianale o pseudo-professionale a piccole navi-industria, dotate della migliore tecnologia sul mercato, sia per quanto riguarda le strumentazioni di navigazione e ricerca della risorsa, sia per quanto riguarda la refrigerazione del prodotto. Ciò ha comportato che spesso tali imbarcazioni rimanessero in mare molto tempo prima di scaricare grandi quantitativi di prodotto, che una volta immesso sul mercato, ha portato all'annientamento della piccola produzione, spesso localizzata geograficamente.

La continua innovazione tecnologica ha reso di fatto le flotte sempre più abili nella cattura delle specie target, sovrasfruttando il più delle risorse creando eccessi nelle catture accidentali, ma soprattutto accessorie, il cosiddetto by-catch termine con il quale si indica quella parte del pescato costituito da esemplari sotto-taglia o di specie non commerciali che finiscono accidentalmente nella rete. Così come il sovra sfruttamento anche il by-catch rappresenta una minaccia per la sostenibilità delle risorse e un grosso problema per il pescatore, in termini di sanzioni cui va incontro.

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Il problema della pesca illegale (IUU Fishing)

Che cos'è la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata?
La definizione è vasta. Comprende la pesca senza licenza e tutte le attività di pesca che violano le norme stabilite a livello nazionale, regionale o internazionale.
La pesca illegale è sempre più considerata una delle principali minacce per la sostenibilità degli stock ittici e della biodiversità marina.
La diffusione della pesca illegale è dovuta a vari fattori, il progresso tecnico ha reso più efficienti i pescherecci (motori più potenti, tecniche di congelamento del pesce, migliori strumenti di pesca) di conseguenza è stato avviato un processo di maggiore controllo e regolamentazione delle acque entro cui si avviene l'attività di pesca; le zone economiche esclusive (ZEE) sono state estese fino a 200 miglia dalla costa e sono nate numerose organizzazioni regionali della pesca.
È impossibile quantificare o qualificare le infrazioni, avvengono a tutti i livelli e assumono forme diverse in base agli attrezzi utilizzati e al luogo di pesca. Alcune violazioni sono individuate e sanzionate, ma moltissime passano inosservate.
Il fenomeno è particolarmente frequente negli Stati costieri che non dispongono di risorse sufficienti per esercitare un controllo efficace sulle proprie acque territoriali.

La maggior parte dei trasgressori sono pescatori, spinti da svariati interessi:

  • il miraggio di guadagni immediati che offrono certi tipi di pesca, (es: tonno rosso Thunnus thynnus);
  • i costi da sostenere per equipaggiare le navi con attrezzi da pesca regolamentari o, viceversa, la necessità di ammortizzare un grosso investimento;
  • oppure semplicemente la forza dell'abitudine, laddove questo tipo di pesca è praticato da generazioni.

Ma non sono solo i pescatori ad essere coinvolti in attività illegali, la frode può verificarsi a valle della filiera (vi sono enormi possibilità dopo lo sbarco) e una parte di colpa è da addebitare talvolta anche alle amministrazioni nazionali.
Per cercare di ovviare al problema le organizzazioni regionali di gestione della pesca tengono elenchi aggiornati dei pescherecci che operano illegalmente.

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La pesca illegale nel Mediterraneo

La pesca illegale, non regolamentata e non registrata (INN) è senza dubbio uno dei motivi dell'eccessivo sfruttamento delle risorse di pesca nel Mar Mediterraneo e della concorrenza sleale tra i pescatori. Le stime precise dei danni economici causati da pesca INN, sia in termini di perdita di ricavi che di impatto sulle risorse biologiche e sugli ecosistemi marini, non possono essere facilmente valutati.
Gli effetti e l'impatto delle pratiche di pesca illegale sulla vita marina nel Mar Mediterraneo sono diverse a seconda degli attrezzi da pesca, della stagione e della zona.

  • Sui fondali, la pesca a strascico produce grande impatto sulle praterie di fanerogame marine, distrugge comunità bentonica e comporta la perdita di habitat per molte specie, come spugne endemiche.
  • In generale è noto come molte specie sono in declino nel Mediterraneo anche a causa della pesca eccessiva, del by catch e della pesca illegale.
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Overfishing e By-catch

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